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La seconda legge di Keplero recita così: 
1) si traccia il raggio vettore variabile Sole-Pianeta
2) «il Raggio vettore spazza aree uguali in tempi uguali» o, detta in altra forma: 
«il Raggio vettore descrive aree proporzionali al tempo»
Questa legge, da un punto di vista matematico e fisico, presuppone solamente che l'azione che muove il Pianeta sia sempre diretta esattamente verso il SoleVero, per Keplero «SoleOsservato». a  
Pare agli occhi di noi moderni una cosa quasi ovvia, ma in realtà si tratta di una grandissima novità. Tolomeo e anche Copernico (quest'ultimo per trasporre l'orbita da geocentrica a eliocentrica), facevano riferimento al "Sole Medio" e non al "Sole Vero". Questa scelta di Keplero non è casuale, ma ha origine in una sua embrionale concezione "fisica" delle cause del moto delle stelle erranti: 
 
a) il Sole è un gran magnete che ruota su sé stesso
b) il Sole "trascina"  i Pianeti con un vigore inversamente proporzionale alla distanza; i Pianeti subiscono l'azione, ma non sono soggetti di azione; essa è propria solo del Sole.
c) pertanto "l'azione" che governa il moto dei Pianeti è sempre diretta verso il "SoleVero", per Keplero «SoleOsservato».
d) questa grande novità di impostazione è quella che consente a Keplero di minimizzare gli scostamenti tra longitudini eclittiche calcolate da lui e quelle misurate da Tycho.
e) senza questa cosmologia "in embrione", il nostro non sarebbe mai pervenuto alla legge delle ellissi; essa sarebbe rimasta nascosta dalle imprecisioni inevitabili, se ci si riferisce al "Sole medio". Numericamente è la seconda legge, ma da un punto di vista della scoperta è la prima.
Come tutti gli scienziati, Keplero sente urgente trovare una costante che caratterizzi il moto dei Pianeti. Fa molti tentativi, utilizzando somme di raggi vettori contuigui campionati e tentando di trovare una relazione. Questo approccio, sebbene non esatto, alla sua mente con grande attitudine per la fisica, mostra che se invece dei raggi vettori considera le areole sottese (quindi introduce in modo implicito la velocità periferica) allora le cose possono tornare. Questa è la genesi della legge delle aree, la prima ad essere stata scoperta.   
Si sottolinea qui che Keplero usa prevalentemente "Virtus" per denotare l'azione del Sole sui pianeti. In Epitome comparirà anche "Vis", un modo più puntuale per rappresentare l'azione attrattiva-repulsiva cui è soggetto un Pianeta. Il concetto di "Forza" nel senso moderno, appartiene propriamente a Newton. Certo Keplero lo aveva intuito bene.