| (*) |
questa formulazione è un
po' diversa da quella originale di Keplero, perché implica il concetto
di Unità Astronomica, allora non ancora pienamente sviluppato |
| a) |
Keplero studia i poligoni fattibili
con riga e compasso; i lati consentiti sono 3, 4, 5, 6 e 8 |
| b) |
in musica ("Pitagora docet")
sono armoniosi i rapporti 2/1, 3/2,
4/3 |
| c) |
Keplero è convinto che il
cosmo debba seguire una musicalità armoniosa |
| d) |
è altresì convinto
che il cosmo debba rispondere ad una legge semplice, perché specchio
dell'azione di Dio |
| e) |
stende l'andamento delle distanze
e quello dei periodi per Pianeti via via più lontani; per tentativi,
guidato dal suo infallibile istinto, trova la terza legge |
| Egli perviene a questa sua definitiva
conquista il 15 maggio 1618 e pubblica in "Armocicae
mundi" nel 1619. Con
le parole di Keplero: « [il pensiero
era] talmente in armonia con i miei ultimi 17 anni di lavoro sulle
osservazioni di Tycho ... che sulle prime pensai di sognare e di stare
assumendo come principio assodato qualcosa che era ancora oggetto di ricerca
... [ma dopo aver riflettuto a lungo: ] è cosa certissima
ed esattissima che la proporzione, che lega i tempi periodici di ciascuna
coppia di pianeti, sia precisamente la proporzione sesquialtera delle distanze
medie». (le parti tra virgolette sono tratte da "i grandi
della scienza - Keplero - Le Scienze") |