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La terza legge di Keplero recita così: 
1) il Periodo di un Pianeta sta in proporzione sesquialtera con la sua Distanza media (*)
2)
in formule : 
 
Questa legge, da un punto di vista fisico, implica la gravitazione universale di Newton. La meccanica celeste ci dice che l'energia di un'orbita dipende solo dal semi-asse maggiore; questa legge consente di dire che l'energia di un'orbita dipende solo dal periodo. Inoltre permette di dimensionare il sistema solare in proporzione alla distanza Terra-Sole assunta pari a 1 Unità Astronomica (vedi punto 2, esempio di Marte)
 
(*) questa formulazione è un po' diversa da quella originale di Keplero, perché implica il concetto di Unità Astronomica, allora non ancora pienamente sviluppato
a) Keplero studia i poligoni fattibili con riga e compasso; i lati consentiti sono 3, 4, 5, 6 e 8
b) in musica ("Pitagora docet") sono armoniosi i rapporti 2/1, 3/2, 4/3
c) Keplero è convinto che il cosmo debba seguire una musicalità armoniosa
d) è altresì convinto che il cosmo debba rispondere ad una legge semplice, perché specchio dell'azione di Dio
e) stende l'andamento delle distanze e quello dei periodi per Pianeti via via più lontani; per tentativi, guidato dal suo infallibile istinto, trova la terza legge
Egli perviene a questa sua definitiva conquista il 15 maggio 1618 e pubblica in "Armocicae mundi" nel 1619.  Con le parole di Keplero: « [il pensiero era] talmente in armonia con i miei ultimi 17 anni di lavoro sulle osservazioni di Tycho ... che sulle prime pensai di sognare e di stare assumendo come principio assodato qualcosa che era ancora oggetto di ricerca ... [ma dopo aver riflettuto a lungo: ] è cosa certissima ed esattissima che la proporzione, che lega i tempi periodici di ciascuna coppia di pianeti, sia precisamente la proporzione sesquialtera delle distanze medie». (le parti tra virgolette sono tratte da "i grandi della scienza - Keplero - Le Scienze")