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Se vogliamo considerare l'orbita di Venere così come appare osservata dalla Terra allora dobbiamo considerare la composizione di due moti:
1) il moto siderale del Pianeta
2) il moto siderale del Sole
3) sul deferente, si ruota col periodo siderale di Sole
4) sull'epiciclo si ruota con periodo siderale del Venere
In prima approssimazione, allora, è possibile descrivere l'orbita di Venere con un modello semplice “epiciclo-deferente eccentrico” in cui il centro dell'epiciclo segue la congiungente Terra-Sole:
a) il deferente ha raggio pari a 60
b) il deferente ha il centro eccentrico rispetto alla Terra di 1,25 su 60
c) l'epiciclo ha raggio pari a 43,17
d) sul deferente il centro dell’epiciclo ruota con velocità angolare 2p /Anno_siderale_Sole
e) sull’epiciclo il pianeta ruota con velocità angolare 2p/Anno_siderale_Venere 
 
«… Infine, non deve stupire il fatto che i valori delle velocità angolari fossero ben noti: da un punto di vista pratico quello che riusciamo a registrare esattamente con le osservazioni non è tanto la velocità angolare ma il periodo, e, potendo disporre di molti dati osservativi, l'errore relativo alla durata dei periodi commesso dagli antichi greci era meno di 1/10000…»